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Qui sotto trovate un elenco di libri consigliati con brevi presentazioni. A fondo pagina un elenco più completo di volumi di cui suggerisco la lettura. L'elenco delle mie pubblicazioni si trova qui: /pubblicazioni
Philippe Meirieu
Chi vuole ancora gli insegnanti?
Roma, Armando, 2024
Oggi non ci sono abbastanza insegnanti. Tra riforme sbagliate e promesse non mantenute, nel corso degli anni la professione docente è stata ridotta a compiti sempre più esecutivi, dunque, di fatto, screditata. Dopo decisioni politiche e discorsi pubblici che hanno contribuito a creare un problema che ora è diventato strutturale, è urgente ricordare a tutti il significato e il valore di questa professione. È in gioco la capacità dei nostri figli di scoprire ciò che libera e ciò che unisce, e quindi il futuro della nostra democrazia.

Quale educazione per salvare la democrazia?
Dalla libertà di pensare alla costruzione di un mondo comune
Roma, Armando, 2023.
Traduzione e cura di Enrico Bottero
In una società preoccupata per il futuro, in preda a tentazioni autoritarie e derive neoliberiste, di fronte all'ascesa dell'individualismo e del comunitarismo, l'educazione può ancora fare qualcosa?
Philippe Meirieu cerca di rispondere a questa domanda sviluppando alcune riflessioni a partire dalla storia della pedagogia e dalla sua esperienza personale. Ci dimostra così che la pedagogia non è superata ma è uno strumento indispensabile, se concepita come un'avventura intellettuale e una pratica di emancipazione degli esseri umani. L'educazione, infatti, non è una forma di manipolazione: noi possiamo creare le condizioni per l’esercizio della libertà, ma non possiamo esonerare nessuno dal suo libero impegno ad apprendere e ad agire.
Per Philippe Meirieu questa tensione tra l'educabilità di tutti e la libertà di ciascuno è al centro di ogni democrazia e, quindi, della stessa educazione alla democrazia. A partire da questa tensione, possiamo individuare i due obiettivi dell'educazione e della scuola di oggi: aiutare le nuove generazioni a pensare con la propria testa per sfuggire a ogni forma di controllo manipolatorio e promuovere la creazione di un terreno comune per "costruire la società". Attraverso la sua esperienza di allievo e di studente, di padre e di insegnante, di ricercatore e di cittadino impegnato nella società, Philippe Meirieu ci accompagna nell'avventura educativa con le sue prove e le sue gioie, le sue preoccupazioni e le sue sfide, ma anche con la speranza che oggi si possa fare qualcosa per salvare le nostre democrazie.
Il libro è acquistabile nelle librerie, sul sito dell'editore e nelle principali piattaforme online.


Secondo Vincenzo Costa, autore di "Populismo senza popolo" (Armando, 2025) il populismo. è la reazione al progressivo dissolvimento dei soggetti collettivi, senza i quali non può esiste una società coesa (e dunque neppure una politica)
In un mondo dove la comunicazione è pervasiva, non soltanto dobbiamo imparare a comunicare in modo efficace, ma anche saper evitare trabocchetti e inganni. Materia multiforme, la comunicazione si presta a molti usi, alcuni onesti, altri ingannevoli. Poiché i manipolatori di professione si avvalgono di strategie psicologiche raffinate per indirizzare le nostre scelte, sta a noi riconoscere e smontare i loro trucchi. Con l’aumentare delle persone non manipolabili si contrae anche il numero dei manipolatori, un passaggio indispensabile per ogni democrazia degna di tale nome.

Célestin Freinet
La scuola moderna
Guida pratica per l'organizzazione materiale, tecnica e pedagogica della scuola popolare
Trieste, Asterios, 2022
Collana del Movimento di Cooperazione Educativa
Traduzione dal francese di Enrico Bottero
La scuola moderna, scritto durante la seconda guerra mondiale e pubblicato negli anni successivi, è una sintesi sia del pensiero che delle pratiche pedagogiche freinetiane: l’ambiente, il materiale, le strutture organizzative. Se il proposito di Freinet di costruire una “scuola popolare” va reinterpretato alla luce dell’attualità e delle conoscenze più recenti sui processi di apprendimento, il suo resta un apporto vivo per due ragioni principali: la coerenza tra le diverse “tecniche” e le finalità e delle “tecniche” tra di loro. Freinet ci propone una nuova organizzazione materiale della scuola, quella che può costituire una valida alternativa alla pedagogia tradizionale ancor oggi prevalente. È la sfida principale a cui sono chiamate le pedagogie attive oggi, una sfida importante e urgente, pena la loro condanna alla marginalità e dunque lo scollamento della scuola dalla realtà, il suo “addomesticamento” verso una visione aziendalistica e quantitativa della conoscenza e del sapere, ben lontana sia dalle convinzioni di Freinet che dalle nostre. Il libro è acquistabile sul sito dell'editore (https://www.asterios.it/catalogo/la-scuola-moderna), in libreria e nelle principali piattaforme web.

https://www.youtube.com/watch?v=P8v1WnvUjn0&feature=youtu.be

Le discussioni sui problemi dell’educazione e dell’insegnamento hanno spesso per oggetto dei “luoghi comuni”. Oggi questi “luoghi comuni” sono raramente indagati in modo approfondito. Dietro un’unanimità di facciata con cui si esaltano i metodi attivi e la libertà del ragazzo, si nascondono spesso teorie e pratiche contraddittorie il cui scopo principale è il marketing di nuovi "prodotti" pedagogici. Per questo non si racconta la loro storia né quali diverse interpretazioni si celano dietro alcuni slogan. Philippe Meirieu parte da lì per riprendere in modo efficace i temi di fondo della pedagogia e della didattica più innovative: il significato dei metodi attivi, la motivazione, l’individualizzazione, il rispetto dell’educando, l’educazione alla libertà. Questi principi educativi si sono affermati nella stagione dell’Educazione nuova e dei metodi attivi. I principi sono spesso diventati “luoghi comuni” anche tra gli innovatori allo scopo di alimentare quel "focolaio mitologico"che li ha aiutati a perseverare nei momenti difficili. Oggi non bisogna lasciare che le pedagogie innovative che si ispirano all’Educazione nuova e ai metodi attivi navighino a vista, dimenticando che spesso compensano le loro insufficienze teoriche con il carisma dei loro promotori e l’abnegazione dei loro sostenitori. Dietro l'angolo c'è il rischio di oscurare i concetti chiave a vantaggio di pure operazioni commerciali, oggi ben più pervasive degli slogan originari. Penso, ad esempio, alle scuole private che vantano un generico riferimento ai metodi attivi per acquisire utenti o a pubblicisti (a volte si tratta anche di insegnanti!) che, fiutando le attese di una società sempre più individualizzata, scrivono libri tanto attraenti quanto semplificatori destinati al grande pubblico (sul tema v. la Prefazione di Philippe Meirieu all'edizione argentina del volume). È importante, invece, dissipare gli equivoci e mettere in luce le confusioni. Il libro è l’occasione per chiarire concetti e pratiche degli esponenti principali dell’Educazione nuova, da Parkhurst a Kilpatrick, da Demolins a Claparède, da Montessori a Freinet, da Korczak a Makarenko, non per fare della semplice ricostruzione storica ma perché, attraverso quel patrimonio di idee ed esperienze, oggi poco conosciuto e quasi assente dai programmi di formazione di educatori ed insegnanti, si possono affrontare i temi e le contraddizioni dell’educazione di oggi. È il compito che Meirieu si è dato con questo libro: aiutare l’educatore e l’insegnante a comprendere le sfide che stanno dietro i “luoghi comuni”, offrir loro le armi del mestiere e i “concetti chiave” per poter condurre nel modo migliore l’attività pedagogica e didattica.
Il volume è acquistabile sul sito delle edizioni Aracne (v. a lato) o scrivendo a info@diled.it.



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Charles Hadji, Una valutazione dal volto umano. Oltre i limiti della società della performance, Scholé, 2023
La valutazione invade la nostra vita: in ogni momento, siamo obbligati a valutare: un ristorante, un ospedale, i nostri acquisti o anche studenti, colleghi... E noi stessi siamo costantemente valutati, etichettati e classificati. Una follia valutativa si è impadronita del nostro mondo. In questo libro, Charles Hadji, il cui lavoro sulla valutazione scolastica è diventato un punto di riferimento internazionale, esamina con precisione e rigore esemplari ciò che costituisce una valutazione efficace e legittima. Ricordando che i dati e le cifre non sono l'unico modo di valutare, dimostra che ogni valutazione si riferisce a un progetto, che il valore non coincide con la “valuta” e che “sempre di più” non vuol dire necessariamente “sempre meglio”. Hadji propone un modello di valutazione che si preoccupa di mettersi al servizio dell'umano, le cui parole d'ordine sono fiducia e rispetto.


L'intensificazione del tempo schermo in età infantile rischia di pregiudicare lo sviluppo delle piene potenzialità di apprendimento nei bambini e nelle bambine. In particolare ciò riguarda la capacità di prestare attenzione. La capacità di attenzione profonda è alla base dello sviluppo del pensiero, di qui la sua importanza (e il rischio che stiamo correndo con il suo depotenziamento nelle nuove generazioni).
Philippe Meirieu
Fare la Scuola, fare scuola.Democrazia e pedagogia,
Franco Angeli, Milano,
2015

Fare la Scuola, fare scuola.Democrazia e pedagogia si rivolge prima di tutto agli insegnanti in servizio e in formazione iniziale. Ad essi offre spunti di lavoro, orientamenti di metodo e preziosi riferimenti al patrimonio pedagogico. È rivolto anche ai formatori e ai consulenti, per i quali può costituire un prezioso strumento di lavoro grazie alla presenza di schede e proposte di attività con i docenti. Uno strumento agile, dunque, che può essere utilizzato in tutto o in parte a seconda delle domande e dei bisogni presenti in uno specifico contesto scolastico. Non un libro operativo come ce ne sono tanti, ma un prezioso documento frutto della profonda riflessione e dell’esperienza di uno dei più importanti pedagogisti francesi.

Vincenzo Schirripa, Insegnare ai bambini, Roma,Carocci, 2022
La professione di maestro è figlia del riconoscimento della necessità di alfabetizzare anche le classi popolari. Con la nascita della scuola elementare e della scuola materna, tra mille difficoltà, i maestri, e soprattutto le maestre, hanno accompagnato la lotta per l'emanicipazione delle classi popolari e dei diritti delle donne. E' stato un percorso lungo, non ancora compiuto, per ottenere un riconoscimento culturale, economico. Il libro di Vincenzo Schiripa ripercorre in modo dettagliato il percorso storico della formazione dei maestri e delle maestre dalle scuole normali all'Istituto magistrale fino agli attuali corsi di Scienze della formazione primaria.

Questo è un testo di filosofico ma non deve spaventare il lettore anche digiuno di filosofia.A pratire dala fenomenologia di Husserl, Bertolini indaga le invarianti esistenziali (le "direzioni intenzionali originarie") che stanno alla base dell'esperienza educativa: la sistemicità, la relazione reciproca, la possibilità, l'irreversibilità, la socialità. Il libro smaschera una visione tecnicistica della didattica che non tiene conto del tema di fondo di ogni educazione: la questione del soggetto. E' questo , infatti, il campo principale della pedagogia. Un libro che spinge ogni educatore a fare prima di tutto i conti con se stesso/a e con le contraddizioni che è chiamato ad affrontare ogni giorno.
Francesco De Bartolomeis
I metodi nella pedagogia contemporanea
Edizioni Gessetti Colorati, Ivrea, 2021

I metodi nella pedagogia contemporanea è un piccolo libro pubblicato in prima edizione nel 1963 presso l’editore Loescher di Torino. Francesco De Bartolomeis vi sostiene una tesi che può apparire del tutto ovvia: per fare scuola è necessario avere un metodo. La conoscenza della materia non è dunque sufficiente. L’affermazione non è così ovvia, se è vero che ancor oggi, nell’opinione pubblica e tra gli intellettuali, c’è chi, contro la pedagogia, invoca un “salutare ritorno alle discipline”. In questo modo, però, non si rifiuta il metodo in quanto tale ma si adotta inconsapevolmente quello più consolidato nell’istituzione (insegnamento simultaneo e trasmissivo). Eppure, già in quegli anni lontani De Bartolomeis spiegava con chiarezza perché è necessaria una preparazione metodologica degli insegnanti all’insegna della ricerca. Il metodo così inteso non limita la libertà dell’allievo e dell’insegnante ma permette di liberare le loro energie cognitive e sociali. Le argomentazioni critiche di De Bartolomeis nei confronti della “bella lezione” di gentiliana memoria e le sue proposte metodologiche (discussione, lavoro di gruppo, ricerca, documentazione) sono ancora più che mai attuali. Lo riproponiamo in edizione digitale grazie alla disponibilità dell'autore con una mia prefazione presso le Edizioni Gessetti Colorati di Ivrea. L'e-book può essere acquistato sul sito dell'Associazione Gessetti Colorati: https://www.gessetticolorati.it/wordpress/?p=8174

L’innovazione nella scuola (programmazione, metodologia della ricerca, laboratori, cooperazione tra gli insegnanti, superamento dell’unità aula e dell’unità classe ecc.) ha un senso solo se accompagnata da un’estensione delle attività educative fuori della scuola. Ma con quali obiettivi? Con quali metodi? Con quali innovazioni nei programmi didattici, nei comportamenti di insegnanti e allievi? A queste domande il volume cerca di dare una risposta documentando esperienze reali e indicando percorsi praticabili. Emerge così la possibilità di realizzare un sistema formativo allargato che vede collaborare soggetti diversi per garantire il diritto all’educazione come bene collettivo.
Per vedere e ascoltare una mia intervista a Francesco De Bartolomeis v. alla pagina https://www.enricobottero.com/interventi-in-video-e-audio.
Il volume è acquistabile sul sito della casa editrice Aracne (anche in formato ebook), presso le librerie convenzionate (vedi) o scrivendo a info@diled.it.

Maria Rosaria Di Santo, Mario Lodi e la “Biblioteca di Lavoro”, Edizioni Junior-Bambini, 2022


Alfredo Giunti, La scuola come “centro di ricerca”, La Scuola, Brescia, 2012 (1° edizione 1973).
L’ipotesi didattica della “scuola come centro di ricerca” è stata elaborata all’inizio degli anni Settanta del secolo scorso all’interno dei gruppi di aggiornamento e sperimentazione che gravitavano attorno alla Rivista magistrale Scuola Italiana Moderna . Il protagonista di questa esperienza è Alfredo Giunti, educatore e insegnante (v. Alfredo Giunti in educatori-e-insegnanti). La scuola come centro di ricerca fu un'esperienza importante, ancora di attualità. L'editrice La Scuola ha ripubblicato il volume che la presenta.
Rinaldo Rizzi, Pedagogia popolare da Celestin Freinet al MCE-FIMEM. La dimensione sociale della cooperazione educativa, Edizioni del Rosone, Foggia, 2017 (nuova edizione, 2021).
Il libro di Rinaldo Rizzi è un interessante excursus sui movimenti pedagogici degli educatori e degli insegnanti che nel mondo fanno riferimento all’esperienza di Celestin Freinet. La ricostruzione fa riferimento soprattutto al caso italiano (il Movimento di Cooperazione Educativa). Qui sotto una presentazione della prima edizione del volume. Nel 2021 è uscita una seconda edizione aggiornata. V. http://www.edizionidelrosone.it/wordpress/?product=rinaldo-rizzi-pedagogia-popolare-da-celestin-freinet-al-mce-fimem. Si tratta di un testo molto utile per gli insegnanti e gli educatori, perché, non perdendo il riferimento alle migliori esperienze pedagogiche del Novecento, vive tuttora, siano motivati a cooperare tra loro e a riscoprire l'importanza del collettivo e del lavoro comune.


Alberto Manzi, Non è mai troppo tardi. Testamento di un maestro. L’ultima conversazione con Roberto Farné, Edizioni Dehoniane, Bologna, 2017.
Questo piccolo libro contiene il testo della conversazione che Alberto Manzi ebbe con Roberto Farné il 13 giugno 1997. Nell'intervista, l'ultima rilasciata prima della morte, Manzi ricorda gli anni di Non è mai troppo tardi, la nota trasmissione televisiva, ma anche le sue esperienze di maestro e di educatore. Qui sotto una mia breve recensione.

Martha C. Nussbaum, Coltivare l’umanità. I classici, il multiculturalismo, l’educazione contemporanea, Carocci, Roma, 2013.
Il tema di questo libro di Martha Nussbaum è l’educazione alla cittadinanza. Il suo punto di vista è quello della liberal education. L’educazione liberale (che è altra cosa dal liberismo economico) ha l’obiettivo di formare persone dalla mente aperta e libere da provincialismo, dogmi, preconcetti e ideologie, capaci di riflettere sulle proprie azioni. Un tema di grande attualità per l'educazione in un momento di pericoloso ritorno a politiche dell'identità.

Christian Raimo, Tutti i banchi sono uguali. La scuola e l’uguaglianza che non c’è, Einaudi, Torino, 2017.
Christian Raimo, insegnante e scrittore, analizza alcuni temi centrali dell'educazione a scuola oggi: le disuguaglianze, la meritocrazia, la valutazione, l'orientamento, i compiti a casa, l'alternanza scuola lavoro. Un'analisi ricca di dati utile per capire e approfondire e recuperare la centralità della scuola nella riduzione delle disuguaglianze e per preparare la società di domani.

Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere, Laterza, 2013.
L’autore, Roberto Casati è filosofo delle scienze cognitive e dirigente di ricerca del CNRS presso l'Institut Nicod a Parigi. a insegnato in diverse università europee e statunitensi, e collabora regolarmente all'inserto domenicale del «Sole 24 Ore». Casati è un ottimo conoscitore del mondo digitale ed è convinto che la rivoluzione introdotta dalle nuove tecnologie sia una realtà con cui è necessario fare i conti. Il problema è un loro uso utile e proficuo per l’uomo di oggi e soprattutto di domani. Da qui partono analisi molto interessanti sulla lettura, sulla presunta "mutazione antropologica" dei "nativi digitali" e su molto altro. Il libro è interessante soprattutto perché fa riferimento al mondo della scuola e al compito degli insegnanti (con utili suggerimenti didattici).

Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Mondadori, 2017.
Nel cinquantenario della morte di Lorenzo Milani, Mondadori ripubblica la lettera a una professoressa in nuova edizione con la prefazione di Alberto Melloni. Alberto Melloni ha anche curato l'opera omnia di Lorenzo Milani nei Meridiani Mondadori.
Lorenzo Milani è ormai diventato un classico. C'è da sperare che non diventi un icona (ce ne sono già i segnali). In questo modo, infatti, si perderebbe il senso dell'attualità di un'esperienza che ha saputo interpretare la necessità di una scuola realmente aperta a tutti, che emancipi i soggetti e operi per una riduzione delle disuguaglianze. Oggi troppi si richiamano a Lorenzo Milani, pochi sono fedeli alla radicalità delle sue idee egualitarie.Qui sotto un mio articolo sull'eredità controversa di Lorenzo Milani.

Manfred Spitzer, Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi, Corbaccio, Milano, 2013.
Manfred Spitzer è un neuroscienziato tedesco che si occupa da molti anni degli effetti che i mezzi di comunicazione hanno sul nostro cervello. In questo libro, che soprattutto in Germania ha suscitato un ampio dibattito, lo studioso mette in discussione i presunti effetti positivi sul cervello umano dell’utilizzo dei nuovi media. A giudicare dal titolo, il testo potrebbe essere considerato il solito pamphlet polemico viziato da pregiudizi. Un’attenta lettura, però ci libera presto da questa prima impressione. Il testo, infatti, analizza una gran quantità di ricerche sugli effetti dei media digitali sulla salute del nostro cervello, sull’apprendimento e, in ultima analisi, sulla nostra vita.
Valeria Pinto, Valutare e punire, Cronopio, Bari, 2012
Il libro di Valeria Pinto è una critica della cultura della valutazione. A livello istituzionale la valutazione viene considerata funzionale all' "economia della conoscenza" con i suoi presupposti ideologici, la sua retorica e le sue pratiche concrete. La "febbre valutativa" ha invaso tutti campi, anche quello della ricerca e dell'istruzione attraverso il "pilotaggio dei risultati". La recensione qui sotto è stata pubblicata da Roberto Ciccarelli sulla rivista online indipendente www.roars.it. La recensione viene pubblicata secondo le norme previste dalla licenza Creative Commons Attribution-Non commercial


J.A.C. de Condorcet, Elogio dell’istruzione pubblica, Il manifesto libri, Roma 2002.
In queste cinque memorie (Cinq memoires sur l’instruction publique), redatte nel pieno della Rivoluzione francese, Marie Jean Antoine de Caritat, marchese di Condorcet, grande matematico e filosofo girondino, delinea e motiva un progetto per l’istruzione pubblica al servizio del benessere collettivo della società. Un testo sempre attuale, chiaro e denso, disponibile anche in italiano:
Luigi Meneghello, Fiori italiani con un mazzo di nuovi Fiori raccolti negli anni Settanta, introduzione di Tullio De Mauro, Milano, Rizzoli, 2007.
Che cos’è un’educazione?” L’incipit di questo saggio autobiografico di Luigi Meneghello ne annuncia in modo icastico il contenuto. Meneghello ammette di essere in grado di dare una risposta soltanto in negativo (“che cos’è una diseducazione”). Lo scrittore ricostruisce le tappe della carriera scolastica di S., suo alter ego. Dalla scuola primaria fino all’Università, S. è immerso in una cultura scolastica conformista, astratta, lontana dalla vita, la normalità durante il ventennio fascista (e in molti casi purtroppo anche oltre). In questo panorama conformista e da doppia morale (si deve imparare il sapere scolastico ben sapendo che non è sapere) accade qualcosa di inaspettato: l’incontro con un vero maestro, che segna nel protagonista una svolta nelle scelte culturali e nell’ impegno politico. Il seguito del’esperienza si trova in Maestri italiani, il racconto autobiografico della sua partecipazione alla Resistenza (uno dei migliori libri sulla Resistenza, anche perché autenticamente umano, né celebrativo né denigratorio, come purtroppo è spesso accaduto in Italia sul tema della Resistenza, ancor oggi controverso).


Il testo originale delle Cinq memoires sur l’instruction publique può essere scaricato al seguente indirizzo:
Eraldo Affinati, L’uomo del futuro, Mondadori, Milano, 2016.
Eraldo Affinati dedica questo libro a Lorenzo Milani, il prete che ha segnato un importante momento della pedagogia in Italia, una pedagogia che guarda all’emancipazione di tutti, a partire dai più deboli. Questa pedagogia oggi si trova a confrontarsi con un’immagine sociale che, dimenticando la realtà delle disuguaglianze, oggi sempre più accentuate, guarda solo alle eccellenze e al presunto merito. Per difendere la pedagogia e la sua priorità all’emancipazione degli uomini e alla lotta contro del disuguaglianze Philippe Meirieu ha scritto qualche anno fa il libro “Pedagogia: il dovere di resistere” (v. più sotto in questa pagina). Scrive Egidio Lucchini dopo aver partecipato ad un incontro sul libro al Festival Letteratura di Mantova: “Affinati, come in pellegrinaggio culturale ed esistenziale, ha ritrovato i luoghi e i testimoni sopravvissuti che hanno visto Lorenzo nel suo travagliato cammino, tra la ricchezza giovanile e la povertà del prete-maestro, tra la ribellione e l’ obbedienza: inviso all’autorità ecclesiastica ma diventato quasi un mito educativo, oltre che uno scrittore di primo piano” . Qui sotto la recensione completa di Egidio Lucchini:
Bruno Ciari, Le nuove tecniche didattiche, PensaMultimedia, 2024.

A.A.V.V., LA LINGUA ITALIANA DI FRONTE AGLI ANGLICISMI, Accademia della Crusca, 2015.
Possiamo, o non possiamo, dirlo in italiano? Come restituire agli italiani la piena fiducia nella loro lingua in tutti gli usi, compresi quelli scientifici e commerciali, senza combattere battaglie di retroguardia contro l’inglese? Quali gli atteggiamenti delle altre lingue romanze di fronte alla diffusione sempre più vasta degli anglicismi? A questo link una presentazione del libro collettanea edito dall’Accademia della Crusca su uno dei problemi che a livello pubblico sta sempre più modificando le abitudini linguistiche in Italia:

Philippe Meirieu, Pedagogia: il dovere di resistere, Edizioni del Rosone, Foggia, 2013.
In questo libro Philippe Meirieu ci dice perché oggi abbiamo più che mai bisogno di pedagogia. Di fronte alla società della zapping e del capriccio, dell’infantilismo incapace di
accettare i vincoli sociali, di fronte alle crescenti difficoltà di attenzione e di apprendimento degli allievi, la scelta è chiara: o la normalizzazione e l’esclusione dei disturbatori o una pedagogia che sia in grado di far lavorare gli allievi e di riconciliarli con la scuola e con la conoscenza. In questa sfida ne va anche della qualità della nostra democrazia:
Philippe Perrenoud, Costruire competenze a partire dalla scuola, Anicia, Roma, 2010.
La scuola deve trasmettere saperi o sviluppare competenze? Deve fornire la quantità più ampia possibile di conoscenze lasciando agli allievi la responsabilità del loro esercizio in situazione o piuttosto agire per la loro attivazione in situazioni complesse vicine alla vita reale? :


Bernard Rey, Ripensare le competenze trasversali, Franco Angeli, Milano, 2003.
Questo libro di Bernard Rey pone una questione fondamentale per la scuola e l’educazione in genere. Che cos’è la competenza? Esistono competenze trasversali? Il problema della competenza è di grande attualità in campo formativo e scolastico soprattutto da quando è entrata anche nei documenti ufficiali dell’Unione Europea e nelle legislazioni dei singoli Stati:
Philippe Perrenoud, Dieci nuove competenze per insegnare, Roma, Anicia, 2002, pp. 206
In questo libro Philippe Perrenoud propone un inventario delle competenze che contribuirebbero a definire la professione dell’insegnante. Per far ciò si fa riferimento a un testo pubblicato a Ginevra nel 1996 dedicato alla formazione continua, alla cui stesura l’autore ha partecipato direttamente.


Philippe Meirieu, Frankenstein educatore, Junior, Bergamo, 2007.
In questo bel volumetto Philippe Meirieu affronta un tema delicato per l’educazione. La pedagogia moderna, che si fonda sul principio dell’educabilità di tutti, è esposta a rischi. Il più subdolo è quella della fabbricazione dell’altro. Meirieu lo affronta soprattutto attraverso lo sguardo della letteratura e del cinema.
Martin Buber, Discorsi sull’educazione, Armando, Roma, 2009.
In poche ma dense pagine Buberaffronta questioni crucialie centrali dell’educazione, oggi lasciate abbastanza a margine, quasi fossero questioni di esclusiva competenza delle religioni: la libertà, la relazione, il condizionamento dell’altro, l’educazione morale. Un libro importante perché ci ricorda che insegnare è anche una sfida educativa. Qui sotto una presentazione del libro.


Sara Valentina Di Palma, Se questo è un bambino. Infanzia e Shoah, Giuntina, Firenze, 2014.
In questo volume, che fa seguito al suo Bambini e adolescenti nella Shoah. Storia e memoria della persecuzione nazista e fascista in Italia (Unicopli, 2004), l’autrice ricostruisce la tragica esperienza dei bambini ebrei attraverso i loro racconti durante e dopo la Shoah. Uno studio importante, che colma una lacuna della ricerca storica (mancavano finora articolati studi specifici sulle vicende dei minori coinvolti nella più grande tragedia del XX secolo):
Roberto Farné, Alberto Manzi. L’avventura di un maestro, Bononia University Press, Bologna, 2011.


Martha Isabel Fandino Pinilla, Silvia Sbaragli, Matematica di base per insegnare nella scuola primaria, Pitagora Editrice, Bologna, 2011.
Segnalo questo volume dedicato a una disciplina specifica, la matematica, perché sono e resto convinto che apprendere a scuola significa prima di tutto “imparare a pensare”. Per imparare a pensare uno strumento fondamentale è e resta la matematica. Il lavoro delGruppo di Ricerca e Sperimentazione in Didattica e Divulgazione della Matematica fondato e diretto da Bruno D’Amore è un contributo fondamentale alla ricerca didattica in questo campo. Questo volume è il primo di una collana dedicata alla matematica nella scuola primaria.
François Bégaudeau, La classe, Einaudi, Torino, 2008.
Questo libro, uscito in Francia nel 2006, è stato scritto da un insegnante di lettere, François Bégaudeau. L’autore ha anche collaborato alla sceneggiatura del film che è stato successivamente tratto dal libro e premiato al Festival di Cannes. Nel film Bégaudeau interpreta se stesso:


Enrico Bottero, Célestin Freinet. Storia e attualità di una pedagogia, Junior Bambini, Reggio Emilia, 2025 (in corso di pubblicazione).
Enrico Bottero, Pedagogia cooperativa. Le pratiche Freinet per la scuola di oggi, Armando, Roma, 2021.
Philippe Meirieu, Chi vuole ancora gli insegnanti?, Armando, Roma, 2024.
Philippe Meirieu, Quale educazione per salvare la democrazia?, Armando, Roma, 2023.
Philippe Meirieu, Una scuola per l’emancipazione, Armando, Roma, 2020.
Philippe Meirieu, Pedagogia. Dai luoghi comuni ai concetti chiave, Aracne, Roma, 2018.
Philippe Meirieu, Fare la Scuola, fare scuola. Democrazia e pedagogia, Franco Angeli, Milano, 2015.
Philippe Meirieu, Lettera agli adulti sui bambini di oggi, Junior, Bergamo, 2011.
Enrico Bottero, Il metodo di insegnamento, Franco Angeli, Milano, 2014 .
Paulo Freire, Pedagogia dell’autonomia. Saperi necessari per la pratica educativa, Edizioni Gruppo Abele, 2014.
Paul Weeden, Patricia Broadfoot, Valutazione per l'apprendimento nella scuola. Strategie per incrementare la qualità dell’offerta formativa, Erikson, Trento, 2009
Charles Hadji, Una valutazione dal volto umano. Oltre i limiti della società della performance, Scholé, 2023.
Charles Hadji, La valutazione delle azioni educative, Brescia, La Scuola, 2017.
Philippe Perrenoud, Dieci nuove competenze per insegnare, Roma, Anicia, 2002.
Philippe Perrenoud, Costruire competenze a partire dalla scuola, Anicia, Roma, 2010.
Jean Piaget, Psicologia dell’intelligenza, Giunti, Firenze, 2011.
Jean Piaget, Barbel Inhelder, La psicologia del bambino, Einaudi, Torino, 2001.
Paul Le Bohec, Bruna Campolmi, Leggere e scrivere con il metodo naturale, Junior, Bergamo.
Célestin Freinet, La Scuola Moderna, Asterios, Trieste, 2022.
Célestin Freinet, La scuola del fare, Junior, Bergamo, 2002.
Paul le Bohec, Quando la scuola ti salva. Sulle tracce della pedagogia Freinet, Junior, Bergamo.
Bruno Ciari, Le nuove tecniche didattiche, Pensa Multimedia, 2024.
Alfredo Giunti, La scuola come centro di ricerca, La Scuola, Brescia, 2014.
Mario Lodi, Il paese sbagliato. Diario di un’esperienza didattica, Einaudi, Torino, 2014.
Maria Rosaria Di Santo, Mario Lodi e la Biblioteca di lavoro, Una proposta didattica alternativa ancora attuale, Junior Bambini, Reggio Emilia, 2022.
Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 2023.
Paulo Freire, Pedagogia dell’autonomia, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2014.
Janusz Korczak, Come amare il bambino, Luni editrice, Milano, 2013.
Roger Cousinet, Un metodo di lavoro libero per gruppi, La Nuova Italia, Firenze, 1971 (su Amazon e ebay).
Erich Fromm, La rivoluzione della speranza, Mimesis, Milano, 2025.
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